La Storia

Sul campo equestre qualcosa spicca, va oltre le arie di cavallo e cavaliere per colpire gli astanti. Una giacca da equitazione in pied-de-poule con pantalone bianco, solcato da inserti di pelle dorata. Un paio di stivali di pitone laminato. L’elmetto, non di velluto nero, ma di pelle dal colore acceso, scossa da pietre dure.
L’amazzone scende, senza dismettere la tenuta tecno-glam, toglie l’elmetto, esce dal campo, rientra nella “vita” con la stessa mise.
Perché è questo, il mondo della couture equestre creato da Isabella Sedik. Configurato in un marchio, Sedik Milano, che nell’equitazione e nella passione per tutto ciò che essa rappresenta, ha trovato la sua matrice. Estetica, funzionale, extra-ordinaria. L’atelier porta il suo afflato nel mondo tecnico del salto, del dressage, dell’endurance.
Se fino a oggi il mondo della moda aveva attinto a quello equestre importando simboli, quasi iconografie intoccabili, Isabella Sedik scalfisce i canoni della neutralità composta con l’animo di una donna esuberante, densa di personalità, poco incline alle uniformi.

E porta nei codici sino a oggi imperturbabili dei cavalieri e delle amazzoni una ventata iconoclasta, iper glam, uno scirocco di sete e piping di taffetas colorato, la sensualità di vite alte e steccature, la costruzione sartoriale di frac e capispalla con inserti in pelle e fodere di raso, il vigore dei laminati e dei pitoni intrisi di toni come l’arancio, il rosso, il fucsia.

Un métissage fra la couture e canoni equestri, calibrato al punto da diventare stile a sé stante. On the horseback e on the ground.

Sedik Milano è un unicum.

Una horse glam couture da cui la parola horse può essere levata e messa a piacimento. Perché l’outfit funziona dentro e fuori dalla competizione.

Un’iperbole di charme capace di rispettare il rigore della funzione ammantandolo di bellezza. Difficile, dimenticare un’amazzone cosi. Anche perché la si può rivedere dopo dieci minuti in lounge, davanti a un aperitivo, con la stessa tenuta.

Con un frac a coda sopra una gonna di tulle, con un body infilato in pantaloni steccati e solcati da un piping rosa orchidea.

Un traguardo a cui Isabella Sedik, anima di Sedik Milano, cugina di un campione internazionale e mamma di una giovanissima promessa dell’equitazione, è arrivata per intuizione, esperienza, personalità.
Mamma egiziana, padre italiano, Isabella reca la passione per i cavalli nel suo dna, nel culto millenario del mondo arabo per l’equitazione che confluisce in lei per proprietà transitiva.

Abdel Said, figlio della sorella di sua madre, sale a cavallo all’età di tre anni e diventa campione internazionale seguendo il percorso canonico.

Suo padre colleziona quadri equestri. La vita di famiglia scorre fra esercizi di salto, scuderie e competizioni anche quando nasce la figlia di Isabella, che inizia a cavalcare portando la madre, fatalmente, a seguirla.

Ma nel mondo delle scuderie, sul fronte estetico l’etichetta è alquanto monotona, imprigionata in divise rigorose; elmetti di velluto nero, giacche scure, pantaloni bianchi, camicie candide con plastron, stivali neri dello stesso colore della giacca.
L’estro di Isabella, cultrice della moda ed endemicamente elegante, solletica il desiderio di una ricerca che inizialmente porta a qualche punta di “ribellione formale”: resta impresso nella memoria, il giorno in cui taglia le t-shirt maschili fornite dalle scuderie per gli allenamenti, riportandole a un cliché più femminile e sensuale. “Ho iniziato a fare ricerche, trovando artigiani capaci di creare stivali dai colori insoliti, elmetti con inserti di pizzo, pantaloni atipici – racconta l’imprenditrice, che nasce come interior designer ma passa ore in scuderia e sul campo per pura passione. Le mise di Isabella colpiscono, suscitano clamore nell’ambiente conformista delle gare e dei circuiti equestri. I cavalli di proprietà diventano tre, il tempo speso in scuderia cresce. Al contempo, la stessa fantasia sfocia negli outfit della figlia Vittoria Carlotta che destano curiosità al punto da diventare un evento nell’evento.

La collezione personale di Isabella inizia a comprendere 25 pezzi, decisamente catching eye: stivali in pelle laminata, pitoni arancioni, elmetti déco, pantaloni e cinture di foggia diversa dall’usuale. Oggetti costosi, creazioni artigianali.
Finché l’occasione per fare della passione un business arriva, nel 2015, alla Fiera di Verona: “Mio cugino aveva appena vinto un Gran Premio, una mia amica amazzone indossava con successo i miei capi. Mi sono resa conto di avere tutti i requisiti per trasformare la mia passione in un’attività professionale”. Ulteriori conferme arrivano dall’ambiente FISE e da aziende consolidate del settore come importanti produttori di stivali artigianali e leader mondiali nella creazione di elmetti da equitazione, entusiasti delle iperboli creative di Sedik Milano.

Così, per lo stand della fiera di Verona, nasce la pima linea di 12/17 paia di stivali di cui Isabella sceglie personalmente pelli, colori, composizioni.

Nella compostezza dell’ambiente equestre, la manciata di laminati oro costruiti con perizia artigianale, le tomaie fucsia, le pelli di rettile artistico, scalfiscono il conformismo di superficie e scoccano la freccia dello stupore, della maestria anti convenzionale.

Ma non è solo la linea di calzature a colpire. Con l’aiuto di un giovane couturier toscano, Isabella configura una vera e propria collezione tecno-couture, esposta su manichini artigianali di cartapesta dorata.

Sedik Milano è lusso.

Puro, distillato, un’alchimia di haute couture e vera artigianalità italiana. Qui, l’accezione made in Italy è reale. Ogni pezzo viene pensato da una mente funzionale e dalla sua complementare stilistica, per arrivare al connubio perfetto fra glamour ed ergonomia.

Uno su tutti: il frac. Costruito nella sua perfezione strutturale sulla base di esigenze equestri, con tessuti e ricami di alta moda.

In Sedik Milano si contemperano eco pelle e neoprene, elasticizzati di raso, forgiando capi che sopperiscono alla necessità di movimento agevole senza scalfire, anche solo per un attimo, il senso di bellezza, la perfezione estetica di una giacca, di un pantalone couture, di un gilet. I dettagli sono gli stessi di una collezione da atelier: piping di sete verde, rosa ciclamino, bianco. Bottoni fasciati di tessuto, o ancora laminati, lucidi. Gilet intrisi di ricami e accompagnati da fodere preziose. I meravigliosi pantaloni steccati, a vita altissima, lasciano affiorare sul nero della stoffa tecnica il vigore del piping verde, in una combinazione perfetta di charme e funzionalità.

L’unione virtuosa di moda e tecnicismo equestre è tale da portare, sotto le code del frac, spesso intrise di pelle dorata, gonne a ruota riprese dagli archivi anni Settanta, oppure lunghe volute di chiffon. Fanno la loro apparizione manicotti di velluto stampato cocco.  Gli chiffon di seta giocano con le pelli lamé, le fodere sono un guizzo di colore dentro il rigore elegante del nero.

Gli outfit hanno una loro coerenza espressiva: il pantalone bianco con inserti di pelle dorata si sposa bene sia con il frac dalle code laminate sia con la giacca pied- de -poule.

E qui, l’accessorio diventa elemento di stacco, di rottura dal consueto, accentua il vigore creativo della collezione. Perché gli stivali di Isabella Sedik, dopo aver scosso gli animi alla fiera di Verona, hanno completamente scalfito la consuetudine. Hanno portato la regalità della creazione artigianale italiana nei circuiti equestri, dentro i perimetri di dressage, sui campi di salto.

Si può saltare bene appoggiando alla staffa un magnifico pitone laminato, una tomaia arancione, dorata, argentata, un calzare fucsia acceso.

Certo, ci vuole personalità. La stessa richiesta per portare sul capo elmetti couture, che ai colori e ai toni inconsueti delle pelli associano Swarovsky, pietre dure, pizzo.

 

La prima capsule Sedik Milano è di dieci pezzi: un frac Precious con rever stampati e dettagli preziosi, uno Simply Elegant con tessuti tecnici e costruzione bespoke-funzionale; una giacca da salto con fodere elasticizzate in colori come arancio, verde, rosso, due gilet, due pantaloni normali e un modello guêpière con stecche e inserti nel punto vita, due body sensuali e performanti.

 

La collezione Sedik Milano è pensata sia su misure standard, ovvero precostituite, sia in versione tailor made, ovvero realizzata sul corpo del cliente e con varianti completamente customizzate.
Sedik Milano nasce come vera e propria horse glam couture in cui l’outfit, sartoriale ed estroso di manifattura ma tecnicamente costruito per la competizione, permette di distinguersi dentro e fuori dal campo di gara. Un traguardo cui si arriva con intuizione, esperienza, determinazione, carattere e personalità.

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